giovedì 27 giugno 2013

Pallacanestro giovanile e minibasket nelle ex repubbliche sovietiche


Seconda parte - del reportage del Prof. Maurizio Mondoni dalle ex repubbliche sovietiche. Dopo la trattazione relativa a Georgia, Armenia e Bielorussia pubblicata nella prima parte, oggi è la volta di Estonia, Moldavia ed Azerbaijan.

ESTONIA

L’Estonia, splendida repubblica ai confini con la Finlandia, la capitale è Tallin, la città più europea di quelle visitate, città superba, pulitissima, una piazza centrale stupenda, strade ciottolate, chiese maestose con campanili altissimi e bianchi, mura di cinta (della città vecchia) imponenti; qui si svolsero nel 1980 le gare di vela dei Giochi Olimpici di Mosca.

Molti i prodotti “made in Italy” che si trovano nei negozi, molti ristoranti italiani, gente cordiale, simpatica, il guaio è che a Tallin piove quasi sempre e fa freddo anche d’estate!

Il primo anno il corso di formazione per allenatori di pallacanestro è stato tenuto a Tallin, mentre il secondo anno si è svolto a Vjlandi, città estone medioevale a circa 200 km. da Tallin.

Lo sport che va per la maggiore è l’atletica leggera (soprattutto il decathlon), il basket è in forte espansione, assieme allo sci di fondo, al calcio e alla vela.

Al Corso hanno partecipato 20 Istruttori provenienti da tutta l’Estonia. In Estonia il basket è molto praticato a scuola, sono organizzati nelle principali città molti tornei di 3 contro 3 (all’aperto e in palestra).

Gli allenamenti sono molto intensi, molta preparazione atletica (pesi, pliometria), gli allenatori sono preparati molto bene.

Tra i maschi molti giocatori sono alti più di due metri (e giocano ala e non pivot) e tra le ragazze, molte superano il metro e novanta.

A livello maschile il gioco è velocissimo, tiro rapido, difese non molto asfissianti e molto contropiede; a livello femminile c’è una grande attenzione alla difesa.

Si disputano i campionati nazionali di basket (serie A 1, serie A2 e categorie giovanili), il livello tecnico del Minibasket è sicuramente superiore al nostro: più tecnica individuale e soprattutto più preparazione fisica. Prima si costruisce attraverso l’educazione e lo sviluppo delle capacità motorie individuali e poi in progressione si lavora sulla tecnica (senza esagerare però!).

MOLDAVIA

La capitale è Khisinev, città bella, pulita, con molte fontane, tanto verde, traffico ordinato, ambasciata russa imponente con un controllo militare incredibile.

Ma nonostante questo sfarzo apparente, il paese è povero, basti pensare che un professore universitario guadagna 40-50 dollari al mese.

Un altro sintomo delle ristrettezze economiche è la qualità veramente bassa degli impianti sportivi, obsoleti, mal curati e in disarmo.

Al Corso di Formazione hanno partecipato 15 allenatori, provenienti da tutto il paese, molto interessati, ma quasi tutti ancora ancorati al “metodo russo”: tanti pesi, tanta atletica e poca tecnica.

I giovani giocatori moldavi si allenano quattro volte la settimana, molti allenatori sono bravi, altri un poco pressappochisti.

Ho condotto alcuni allenamenti e ho notato che alcuni giocatori sono fortissimi, duri (non si stancano mai) cocciuti, volonterosi, ma troppo caotici nell’impostare il gioco e nel condurre le azioni di attacco, in difesa zero o quasi. Se i nostri giocatori avessero la loro forza e la loro resistenza, sarebbero dei campioni.

In Moldavia la pallacanestro non va per la maggiore. Erano molto forti le nazionali maschili e femminili di qualche anno addietro, ma ora qualcosa sta cambiando e risultati si sono visti agli ultimi campionati europei cadetti e juniores (maschili e femminili).

Il Minibasket è praticato a scuola e nei club, ma assomiglia molto alla pallacanestro, tanta tecnica e selezioni precoci.

AZERBAiJAN

L’Azerbajan, quasi sette milioni di abitanti, repubblica situata tra l’Armenia e il Mar Caspio, solcata dal fiume Kura.

La capitale è Baku, un milione di abitanti, la più importante risorsa di questo paese è il petrolio, ma vi sono anche molti allevamenti di bestiame e coltivazioni di riso e cotone.

Molto bella la capitale, con monumenti grandiosi e palazzi incantevoli, soprattutto un nuovissimo Palazzo dello Sport, dotato di parquet e canestri di cristallo.

Il calcio è lo sport più praticato, l’Azerbaijan ha conquistato medaglie preziose ai Giochi Olimpici di Sidney (judo, lotta e tiro a volo) e numerosi piazzamenti; lo Stato finanzia principalmente gli sport individuali.

Grande espansione per la pallavolo femminile, il calcio, l’atletica leggera e la pallacanestro sono in ascesa.

Al Corso hanno partecipato 20 Istruttori, con molta voglia di imparare. I giocatori non sono molto talentuosi, solo qualcuno è alto più di due metri, il basket si gioca solo a scuola, esiste un Torneo universitario e un campionato di serie A (senza stranieri). Il livello tecnico è molto basso, ma in compenso la volontà di migliorare è tanta. Il Minibasket è poco praticato a scuola e nei Club le selezioni sono precoci. Ho cercato di inculcare negli Istruttori Minibasket il concetto di un Minibasket gioco-sport, presentandolo attraverso giochi con la palla e giochi propedeutici.

CONCLUSIONI

Prima la “madre” Russia comandava e loro ubbidivano, ora sono da soli e fanno fatica a prendere delle decisioni, ma il tempo darà a loro ragione: diamogli tempo per riorganizzarsi e vedrete che sapranno risorgere.

La differenza tra il nostro basket giovanile e il loro è sostanzialmente questo:

-         si allenano di più e duramente (si “cura” maggiormente la preparazione fisica);

-         sono più talentuosi;

-         hanno più volontà;

-         sono più atleti;

-         non hanno nulla e fanno sforzi incredibili per emergere;

-         lo sport si pratica a scuola;

-         non circola molto denaro e molti allenatori allenano gratuitamente.

Le differenze tra il nostro Minibasket e il loro?

Il Minibasket è propedeutico al basket, la tecnica si insegna subito, la selezione è precoce, idem la specializzazione dei ruoli.



Prof. Maurizio Mondoni

Fonte: Dailybasket


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