domenica 22 febbraio 2026

La Sardegna Marmi ferma la capolista

Davide batte Golia al Pala Restivo: Sardegna Marmi, serata da sogni contro la prima della classe

Non è un miracolo, né un colpo di fortuna. Quella ottenuta dalla Sardegna Marmi Cagliari contro la capolista del Girone A della Serie A2 è un’impresa vera e propria. Una vittoria confezionata con la spregiudicatezza di un gruppo che, contro la corazzata Costa Masnaga, non aveva nulla da perdere e ha finito per dominare: 76-61 il finale al Pala Restivo. La metafora di Davide contro Golia si è materializzata sul parquet cagliaritano, e ancora una volta il piccolo ha avuto la meglio sul gigante.

È stata una Virtus perfetta, determinata e coraggiosa, capace di mettere al tappeto una squadra arrivata in Sardegna con tutte le carte in regola per "passeggiare". Sulla carta, le lombarde avevano tutto: fisicità, tecnica e profondità di roster. Ma non avevano fatto i conti con il cuore delle ragazze di coach Fabrizio Staico, capaci di quadruplicare le forze per sopperire alle pesanti assenze di Monica Nazck (problema al piede) e Silvia Nativi (colpo al ginocchio rimediato a Giussano).

Cagliari ha messo il muso avanti sin dalle prime battute, giocando una pallacanestro fluida e corale. Costa Masnaga è apparsa confusa, incapace di reagire anche quando le padrone di casa hanno concesso qualche "jolly" sotto forma di palle perse o ingenuità al tiro. Le ospiti non ne hanno approfittato, finendo nella ragnatela tessuta dalle cagliaritane.

Sugli scudi una monumentale Mounia El Habbab: 26 punti e una prestazione totale che ricorda i fasti della scorsa stagione (oggi pienamente ripresasi dai problemi fisici di inizio anno. E lo si è visto). Al suo fianco, una Barbara Zieniewska chirurgica nel trovare le triple nei momenti chiave, il supporto fondamentale di Serafyma Tykha e la regia di Giulia Corda, che ha sostituito degnamente la titolare. Solide anche le prove di Caterina Mattera e Ania Gallus, all'interno di un piano partita preparato magistralmente dallo staff tecnico, e questa vittoria è anche merito di un gruppo di allenatori capitanati da Fabrizio Staico che fin dall’inizio della stagione hanno creduto, lavorato e plasmato il gruppo. Ragazze che, nonostante qualche sconfitta pesante, grazie all’aiuto tecnico e psicologico dei coach sono cresciute, maturate diventando spavalde e capaci di firmare questa impresa.

A fare la differenza sono state le percentuali: se da due le squadre si sono equivalse, il match è girato dall’arco dei tre punti. Le "triple" biancoblu hanno letteralmente piegato la resistenza lombarda: un sontuoso 42% (11/26) contro il magro 13% (3/23) delle ospiti.

La cronaca

L’avvio è tutto di marca cagliaritana. La Virtus mette il "muso" avanti sin dalla palla a due, trascinata da una Mounia El Habbab in versione extra-lusso. La lunga biancoblu, apre le danze con una serie di canestri che portano Cagliari sul +9 (19-10) dopo soli sei minuti. Costa Masnaga appare frastornata, incapace di arginare il dinamismo delle locali, ma prova a restare aggrappata al match con i canestri di Volpato e Brossmann, chiudendo il primo quarto in ritardo di 4 lunghezze sul 24-20.

Nel secondo periodo, la capolista tenta la spallata per ristabilire le gerarchie. Una tripla di Brossmann porta le lombarde a un solo possesso di distanza (24-22), ma è qui che la Virtus dimostra una maturità nuova. Invece di subire il ritorno delle ospiti, le ragazze di Staico rispondono colpo su colpo: Barbara Zieniewska estrae dal cilindro una tripla pesantissima per il 27-22, seguita a ruota da due invenzioni consecutive della solita El Habbab (31-22). Solo un calo di tensione nel finale di tempo permette a Costa Masnaga di rientrare negli spogliatoi sul 36-34.

Al rientro dall’intervallo lungo, il Pala Restivo assiste al capolavoro tattico della Virtus. Mentre ci si aspetta la reazione della capolista, sono le cagliaritane a piazzare il colpo del KO. Un parziale devastante di 12-0 firmato dall'asse Tykha-Corda-El Habbab taglia le gambe alle ospiti (48-34 al 24’).

Costa Masnaga accusa il colpo, appare confusa e spreca i pochi "jolly" concessi dalle padrone di casa (qualche palla persa di troppo per la stanchezza). La Virtus, come il gatto con il topo, gestisce il ritmo e tocca il massimo vantaggio di +17 (59-42) ancora con Zieniewska.

Negli ultimi dieci minuti, coach Bereziartua ordina la "trappola" con una difesa aggressiva a tutto campo. La mossa produce i suoi frutti: Cagliari, con le rotazioni ridotte all'osso, accusa la fatica e subisce un break di 8-0 che riporta le ospiti a -9 (59-50 al 33’). Ma il destino del match è ormai segnato. Giulia Corda, eroica nel sostituire la play titolare, e Ania Gallus con una tripla dall’angolo, scacciano i fantasmi della rimonta.

Gli ultimi minuti sono una passerella trionfale. Al suono della sirena esplode la gioia della squadra e dei tecnici che saltano, piangono e corrono a ricevere il meritato abbraccio del pubblico: la Virtus vince, convince e mette in tasca punti pesantissimi che rendono la zona playoff e la salvezza obiettivi non più solo sperati, ma concretamente a portata di mano.

Tabellino

SARDEGNA MARMI CAGLIARI – LIMONTA COSTA MASNAGA 76-61

Parziali: 20-14; 12-14; 23-10; 17-17

Sardegna Marmi Cagliari: Zieniewska 15, El Habbab 27, Corda 10, Mattera 6, Tykha 12, Deidda, Setzu, Gallus 6, Pasolini, Ferrarese Ceruti, Pellegrini Bettoli, Anedda. Allenatore: Fabrizio Staico. Assistenti: Alberto Bonu, Fabrizio Zirone, Gianmarco Inconi e Marcello Cominu. 

Limonta Costa Masnaga: Cibinetto 4, Teder 10, Moscarella 3, Pirozzi 3, Brossmann 12, Sanogo, N’guessan 4, Redaelli, Volpato 17, Olandi 8. Allenatore: Facundo Bereziartua. Assistenti Pierangelo Rossi e Fabrizio Ranieri. 

Arbitri: Matteo Lilli di Ladispoli e Mattia Coda di Roma.

Intervista a Fabrizio Staico coach Sardegna Marmi Cagliari

Coach Staico, una serata da incorniciare. Che Virtus abbiamo visto contro la prima della classe?

«Senza dubbio una Virtus fantastica sotto ogni profilo. Abbiamo interpretato la partita con un’intensità tecnica superiore alla nostra media: spero sia il giusto premio per il lavoro che stiamo portando avanti negli allenamenti e per i programmi di crescita che stiamo costruendo sulle ragazze. Ma la vera chiave è stata la leggerezza mentale. Abbiamo affrontato Costa Masnaga con il rispetto che si deve a una corazzata, ma senza timore reverenziale. Siamo entrati in campo con un obiettivo: comportarci come pirati e provare a rubare tutto il possibile dal loro "galeone".»

Mancavano due pedine fondamentali come Nativi e Nazck. Eppure, chi è sceso in campo non ha fatto rimpiangere nessuno.

«Assolutamente. Nonostante le assenze, le ragazze — comprese le più giovani — hanno dato prova di un attaccamento incredibile. Hanno giocato con voglia di fare e, diciamolo pure, con quella spavalderia necessaria quando affronti la prima della classe. Spesso si confonde la serenità con la lentezza, ma stasera non è stato così: la nostra è stata una serenità mentale che si è tradotta in una grandissima energia fisica.»

Tatticamente siete stati quasi perfetti, nascondendo anche qualche gap fisico.

«Siamo stati bravi a gestire il loro atletismo. Sapevamo che se avessimo rallentato il ritmo, la loro superiorità fisica sarebbe emersa prepotentemente. Invece siamo riusciti a nascondere le nostre lacune, alzando i giri del motore e giocando con una qualità tecnica che ha sorpreso anche me. È questa l'energia che dobbiamo portarci dietro.»

Una vittoria che profuma di playoff, anche se preferisci tenere i piedi per terra.

«Io chiedo sempre alle ragazze di non guardare al valore o al nome dell'avversario, ma di pensare solo a giocare il nostro basket. Lo abbiamo già dimostrato in passato e si sta vedendo una costanza importante. La prossima partita sarà diversa: oggi avevamo la mente libera, mentre la prossima sarà un match dove la posta in palio scotterà di più. Le ragazze sono intelligenti, sanno benissimo che vincere ancora significherebbe allargare il margine per la zona sicurezza e guardare oltre.»

Si parla ancora di salvezza, ma la classifica inizia a farsi interessante...

«Finché la matematica non ci dà ragione, è giusto parlare di salvezza. È fondamentale vivere ogni giorno di allenamento con l'idea di impegnarsi al massimo per chiudere la pratica il prima possibile. Poi, una volta raggiunta quella, potremo sognare. Ma stasera godiamoci questa spavalderia: battere la capolista così non capita tutti i giorni.»

Foto di Amerigo Pani 

Ufficio Stampa Sardegna Marmi Cagliari 

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