sabato 25 maggio 2013

La via da seguire: il minibasket è una cosa seria, lasciamolo ai bambini!


Il gioco non è un “optional” nella nostra esistenza, i bambini quando giocano, giocano seriamente: il gioco è il lavoro del bambino.
Il bambino “afferra il mondo” che lo circonda, toccando, muovendo, prendendo, manipolando oggetti, giocattoli e tutto quanto gli sta attorno. Attraverso il gioco il bambino acquisisce esperienze sociali e materiali che determinano progressivamente enormi progressi nel suo sviluppo.

Il Minibasket

Siccome il Minibasket è un gioco e non è la pallacanestro in miniatura, gli Istruttori devono conoscere, quando insegnano, quali sono le sue caratteristiche:

-         la gratuità;
-         la delimitazione nello spazio e nel tempo;
-         il piacere della tensione;
-         il piacere di “fare” canestro.

Il Minibasket è importante per la stabilizzazione dei movimenti e dei gesti e per la variazione dei movimenti: tutto ciò favorisce la creatività, che è la capacità inventiva (capacità di risolvere le situazioni-problema che di volta in volta sono presentate dall’Istruttore), che permette di riorganizzare le abilità apprese e di arrivare a forme nuove di comportamento o di movimento.
Il bambino giocando a Minibasket da solo o con gli altri, si “munisce” di un bagaglio cognitivo, intellettivo, mentale, motorio, emotivo, che sarà la base su cui costruirà successivamente abilità motorie complesse, attraverso l’educazione e lo sviluppo delle capacità motorie.
Nel Minibasket deve essere permesso a tutti i bambini di avere delle idee, di provare, di capire e di commettere degli errori.
Il Minibasket (come tutti gli altri giochi-sport) per il bambino è un’attività seria per vivere bene e crescere meglio.
In palestra i bambini devono giocare a palleggiare, tirare, passare, non devono assolutamente essere specializzati tecnicamente in modo precoce: c’è tempo dopo!
“Non si devono insegnare ai bambini gli scivolamenti difensivi, il loro modo di difendere è attaccare chi è in possesso di palla, non si deve parlare di preparazione atletica, ma occorre rispettare le leggi dell’accrescimento, no allo stretching, si devono progressivamente giocare a  trasformare gli schemi motori di base in abilità complesse (fondamentali individuali) attraverso l’educazione e lo sviluppo delle capacità motorie individuali”.
I bambini possiedono una grande capacità: riescono a trasformare in gioco tutto ciò con cui entrano in contatto e la palla per loro è lo strumento più importante per la sua grande valenza ludica.
I bambini vanno incontro al mondo giocando, corteggiandolo, cercando di riportare alla loro portata e alla loro dimensione, tutto ciò che appare loro poco comprensibile o tollerabile.
Il bambino vuole Istruttori Educatori di Minibasket competenti, non vuole i superallenatori, vuole divertirsi, non gli piace essere punito se sbaglia, vuole rendersi conto del perché sbaglia.
In questo modo i bambini vivranno ancora nel loro mondo fantastico, apprenderanno cose nuove e in questo modo gli Istruttori partiranno, nella loro programmazione di lavoro, da ciò che i bambini sanno fare e guardandoli mentre giocano, capiranno molte situazioni che a prima vista non avevano osservato.

 Conclusioni

Cari Istruttori Minibasket fate vivere ai bambini un’infanzia che sia fertile di sogni, progetti, realizzazioni e che abbia tutta la ricchezza e la vitalità del gioco.
E’ molto importante fare in modo che tutte le Agenzie Educative che ruotano attorno al mondo del bambino (Famiglia, Scuola, Centro Minibasket), avvicinino nel modo migliore e il più corretto possibile, i bambini al piacere di giocare a Minibasket.
Affinché ciò avvenga, i bambini hanno bisogno di avvicinarvisi con i tempi e i modi della loro età, prima giocando in allegria e poi, gradualmente, avviandoli alle regole, all’impegno fisico e psicologico, alla lealtà sportiva, alla competizione, al confronto (e non allo scontro).
I bambini devono giocare a Minibasket, non a pallacanestro!
Lasciamo il Minibasket ai bambini, ognuno deve fare ciò che lo diverte: l’importante è cercare di soddisfare i bisogni e le motivazioni di ognuno e non solo cercare di creare dei campioni in età precoce e vincere a tutti i costi!

Prof. Maurizio Mondoni

Fonte: Dailybasket

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