martedì 26 marzo 2013

“Conosciamo lo spazio giocando a minibasket”


Premessa

Lo spazio, come il tempo, è una delle proprietà oggettive fondamentali della materia. Una definizione enciclopedica (Rizzoli-Larousse) dello spazio (dal latino spatium) è quella di “estensione indefinita, luogo senza limiti, che contiene tutte le estensioni finite, in cui appaiono collocati i corpi”.
Nell’accezione filosofica e scientifica, lo spazio è “un’entità illimitata e indefinita, nella quale i corpi sensibili sono contenuti e si muovono”.
L’uomo non riesce a immaginare nulla al di fuori dello spazio e del tempo e la nostra costituzione biologica ci ha indotto a una rappresentazione dell’Universo, che ci fa considerare separatamente lo spazio e i corpi che in lui si trovano. Questo concetto di spazio permette un’efficace descrizione di molte proprietà degli oggetti (lunghezza di un segmento, distanza di due punti, area di una superficie, posizione di un punto rispetto ad un altro).
Tutte queste proprietà geometriche degli oggetti possono essere trasferite nello spazio, come sue proprietà indipendenti dagli oggetti specifici e si perviene così ad una descrizione precisa dello spazio tridimensionale o “euclideo”.

Le Scienze Motorie, i giochi-sport e il Minibasket

Anche le Scienze dell’Educazione Motoria si occupano dello spazio, perché il corpo dell’uomo, nel suo insieme è un volume che si muove in un campo definito e orientato. Durante il movimento del nostro corpo, ogni piccolo segmento ha una possibilità ottimale di spostamento, perciò la conoscenza dello spazio permette al movimento di orientarsi e organizzarsi, tramite la coordinazione e l’equilibrio. Nello stesso tempo, la strutturazione dello spazio, nell’uomo è frutto di dinamismi sensoriali, affettivi e intellettivi, che sono variamente sollecitati dal movimento.
La possibilità di compiere esperienze motorie da parte di un bambino, costituisce la base indispensabile per migliorare la percezione dello spazio (e del tempo) nei suoi molteplici aspetti.
In tutti i giochi-sport di squadra e quindi anche nel Minibasket è importante educare nei bambini il concetto di spazio.
Per educazione dello spazio si intende “l’educazione delle capacità di orientare i propri movimenti nello spazio in relazione ad uno scopo”.
Possiamo distinguere tre tappe fondamentali nell’educazione dello spazio:

-         il perfezionamento della precisione spaziale del movimento. In questa tappa non ha importanza la velocità esecutiva, ma è fondamentale la precisione del movimento in relazione allo scopo dell’azione e l’obiettivo principale è l’elementare soluzione del compito motorio nello spazio (rapporto topologico);
-         il perfezionamento della percezione spaziale attraverso i movimenti di coordinazione e di equilibrio che si possono effettuare in tempi brevi. In questa tappa si registra un’elevata attività di pensiero durante l’apprendimento e non una semplice ripetizione automatica del movimento;
-         il perfezionamento della capacità di eseguire movimenti precisi nello spazio (valutazione delle direzioni, della distanza, etc.). In questa tappa il bambino è capace di adattare e trasformare il movimento in condizioni spaziali che cambiano e in situazioni differenti. E’ una tappa aperta, nel senso che non si può mai raggiungere la fine, perché la valutazione e la rappresentazione dei rapporti spaziali, sono frutto dell’esperienza motoria e dell’intelligenza.

La percezione dello spazio nel Minibasket

La percezione è una delle funzioni psicologiche primarie da tenere in considerazione da parte dell’Istruttore Minibasket. I nostri sensi sono i cancelli che ci permettono di accedere al mondo esterno, di conoscerlo e ci aiutano a metterci in relazione con lui.
Il nostro organismo dispone di diversi mezzi per conoscere il proprio orientamento nello spazio, cioè la posizione del corpo rispetto alle coordinate spaziali.
I mezzi di cui il bambino si serve per effettuare queste valutazioni sono gli organi di senso, che trasmettono al Sistema Nervoso Centrale, sotto forma di eccitamenti, gli impulsi che gli giungono dal mondo esterno e dal proprio corpo. Gli impulsi sono organizzati, coordinati e associati dalle sensazioni posteriori della regione parietale inferiore (area 39 di Brodman) e dalle regioni occipitali dell’encefalo. Gli organi di senso (analizzatori) interessati sono gli esterocettori (visivi 83%, uditivi 13%, tattili 1%), i propriocettori muscolo-tendinei e viscerali e i recettori labirintici.
Disturbi o il mancato sviluppo funzionale di uno o più analizzatori, possono comportare una perturbazione nella percezione spaziale.

L’apparato visivo

La funzione visiva permette al bambino di valutare la situazione del proprio corpo rispetto al mondo esterno e quella reciproca degli oggetti circostanti (canestri, linee perimetrali, compagni, palla).
Grazie all’apporto delle afferenze visive, è possibile costruire più rapidamente forme e distanze, perché attraverso la vista è possibile percepire più elementi simultaneamente.
Quando gioca a Minibasket il bambino deve tenere conto della sua posizione in campo, delle posizioni dei propri compagni, degli avversari e della palla.
In palestra l’Istruttore può proporre esercizi-gioco con o senza palla (dal semplice al difficile), giochi semplificati in situazioni spaziali differenti (a tutto campo, a metà campo, in spazi ristretti).
Un punto importante da considerare è la percezione della profondità. Sebbene l’immagine retinica del bambino sia bidimensionale, l’immagine della profondità (distanza) è presente continuamente in noi (statura, altezza degli edifici, degli alberi, delle montagne, etc.), sempre con riferimento ad esperienze vissute.



L’apparato uditivo


Saper riconoscere la provenienza e la distanza di un suono attraverso un’attenta ascoltazione biauricolare, permette al bambino di dirigersi verso la fonte sonora, anche senza l’intervento di altre afferenze. E’ importante proporre esercizi-gioco a occhi chiusi, con i bambini che si spostano nello spazio, seguendo il suono di un fischietto, del tamburello, della musica o della voce dell’Istruttore.

L’apparato vestibolare

Il labirinto, situato nell’orecchio interno, è il principale apparato dell’equilibrio e da lui originano i riflessi che influenzano il tono muscolare e i riflessi posturali di tutto il corpo che regolano i movimenti del capo, registrando modificazioni nella direzione e nella velocità.

L’apparato cinestetico

Durante il movimento, si percepisce non solo il corpo nel suo insieme, ma anche i suoi segmenti che si spostano e si orientano nello spazio, gli uni in rapporto agli altri. Le informazioni che pervengono al S.N.C. permettono al bambino di controllare l’esatta posizione dei diversi segmenti corporei durante l’esecuzione di un gesto motorio (per esempio l’esatta posizione del braccio e dell’avambraccio durante un tiro a canestro).

L’apparato tattile

 Gli organi tattili sono localizzati nella cute e nella mucosa degli orifizi naturali. Lo stimolo adatto ad eccitarli, è una pressione sulla cute in modo che sia lievemente stirata (per esempio prendere un pallone e manipolarlo. Grazie a queste informazioni, è possibile percepire la forma e la superficie degli oggetti toccati (piccoli attrezzi, palle e palloni). L’apparato tattile assume un ruolo fondamentale, ai fini dell’orientamento spaziale, nel momento in cui vengono a mancare le afferenze visive.

Prof. Maurizio Mondoni

Fonte: Dailybasket

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